Il curriculum dell’artista
SAL LA ROCCA ha svolto il suo tirocinio pittorico presso lo studio dell’artista locale Giovanni Napolitano negli anni Novanta.
Dal 2022 ha esposto in diverse mostre collettive alla galleria Forme di Trani e in altre località pugliesi. La stessa galleria ha ospitato una sua mostra personale nel 2023.
Nel 2024 ha partecipato a una mostra collettiva al MAV di Ercolano.
Nel 2025 ha partecipato ad Artephoria di Torre del greco. Sempre a Torre del Greco, nell’estate 2025, ha partecipato a una collettiva al Cobar Stecca. Nel dicembre 2025 a Volla ha partecipato a una collettiva in occasione dell’inaugurazione “panchina rossa”. Ha quindi di nuovo esposto al Cobar Stecca in una collettiva prenatalizia.
Per la prima volta espone a Napoli presso la Biblioteca sociale La Casa di Francesca in una personale dal titolo “La poesia del quotidiano”.
Il titolo della mostra
La parola “poesia” deriva dal greco e vuol dire “fare, creare”. Il termine viene usato principalmente per indicare composizioni in versi, in cui il poeta usa la lingua in modo sofisticato e spesso sorprendente per ottenere effetti particolari, imitando suoni, proponendo immagini e connessioni semantiche inusuali, coinvolgendo il lettore/ascoltatore in atmosfere e stati d’animo nuovi, particolari, significativi.
Il termine si accompagna a tutte le manifestazioni artistiche – pittura, scultura, architettura, musica, fotografia, moda… – che hanno tutte una “poetica”, cioè una serie di modalità operative per raggiungere effetti “creativi” simili a quelli indotti dalla poesia.
“La poesia del quotidiano” allude a un aspetto della poetica di Sal La Rocca, che ama dipingere oggetti, animali, persone, paesaggi “quotidiani”, affidando alla strumentazione pittorica il compito di veicolare sensazioni, emozioni, significati.
L’artista
Sal La Rocca è un pittore figurativo, un artista che tende cioè a rappresentare la realtà, seguendo una tradizione artistica millenaria, solo in parte messa in discussione, superata o rifiutata da alcune correnti artistiche del Novecento.
La Rocca non è un figurativo “ingenuo”, ma un figurativo pienamente consapevole delle trasformazioni che la pittura ha subito nel Novecento: non disegna, ma rappresenta oggetti e paesaggi affidandosi soprattutto agli accostamenti di colori e invitandoci a vedere la realtà con occhi diversi e da un punto di vista particolare, il suo, quello dell’artista.
Senza però obbligarci a leggere le opere in un modo univoco, ma lasciando ciascuno di noi libero di leggere nei suoi quadri quello che vuole e di lasciarsi andare alle emozioni che il quadro suscita. Infatti, non titola mai i suoi quadri.
Un quadro
Un esempio. Una strada che scompare dopo un dosso, un cielo primaverile affollato di nubi bianche, un’atmosfera luminosa, i pali della luce che accennano a una fuga, i rilievi lontani che potrebbero essere una meta o una barriera. Ai margini della strada, un’auto e un camper: fermi per una sosta o per progettare il prosieguo del viaggio? E i viaggiatori? Viaggiano assieme, hanno progettato a lungo il viaggio, è una fuga, sono capitati lì per caso? Insomma, è un paesaggio, ma non è solo un paesaggio. Ci può suggerire un mondo. Potrebbe essere realistico o solo immaginato o sognato dal pittore. Ma è bello, ci attrae, ci suggestiona. È arte.
Notizie
La mostra sarà presentata, a partire dalle 17,30, mercoledì 14 gennaio da Lucia Improta. Sarà presente l’Autore.
Venite, perché solo da vicino potrete apprezzare a pieno i quadri, con le sfumature di colore, le pennellate, la suggestione dell’originale.

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