Recensione di MARIAROSAARIA IZZO
Mallena è la llevadora, la levatrice, del piccolo paese sardo di Norolani, dove è giunta sposa di Jubanne a soli sedici anni, innamoratissima del suo uomo e felice di abbandonare per sempre un destino di miseria e di sofferenza.
Mallena conosce l’antico sapere delle donne, tramandatosi nei secoli, che sana il corpo e l’anima con le capacità curative delle erbe. Mallena ha ancora un altro potere ereditato dalla madre: è una levatrice. È una donna che aiuta a partorire le altre donne assecondando la natura e i suoi tempi e mai forzandola, usando solo rimedi naturali, tanta pazienza e tante antiche e dolci nenie.
Mallena non ha alcun titolo di studio, è addirittura analfabeta. Le sue capacità provengono da antichi saperi di cui le donne sono state custodi per secoli soprattutto per aiutare altre donne e i più poveri e derelitti.
Mallena non è retribuita né dal Comune che dovrebbe ufficialmente remunerarla per i suoi servizi, né dalle sue pazienti più povere di lei che si sdebitano regalandole prodotti dell’orto o qualche animale da cortile. Un medico in paese c’è ma risponde solo alle chiamate dei più ricchi o accorre solo nei casi più gravi. La vera autorità “medica” in paese è lei, Mallena, che povera tra i poveri non disdegna mai di aiutare il prossimo.
Le difficoltà della donna aumentano quando il marito Jubanne torna dalla guerra storpio – gli è stata amputata una gamba – e assillato da incubi che di notte lo riportano sui campi di battaglia. Per sanare il corpo e l’animo del marito ci vuole morfina, tanta morfina, troppa per l’esiguo bilancio della famiglia di Mallena. In più il Comune ha assunto una levatrice titolata a cui darà quello stipendio mai riconosciuto a Mallena
Ma le donne di Norolani…
Mariarosaria Izzo

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