Martedì 29 e mercoledì 30, alla biblioteca “Grazia Deledda” di Ponticelli, c’è stata una serie di incontri per parlare di biblioteche. Titolo dell’evento “FUORI CATALOGO La festa delle biblioteche che non ci sono (ANCORA)”, in cui quell’ANCORA potrebbe suonare come un rammarico (non ci sono ancora) e come un auspicio (ci saranno in futuro).

Purtroppo, abbiamo potuto partecipare solo all’incontro su “I libri, le persone e le idee: un’esperienza di biblioteca al Sud”.

Un’esperienza di biblioteca al Sud: si pensa immediatamente a qualcosa di interessante, ma di stentato, qualcosa che è riuscito a resistere nonostante tutto. Un’esperienza di sopravvivenza. Perché si sa che in genere le biblioteche al sud sono meno che al Nord e non se la passano affatto bene. Invece…

Invece, in attesa dell’oratore, le immagini del proiettore rimandavano alle grandi biblioteche del Nord Europa, dove le biblioteche sono un microcosmo, dove, in ambienti bellissimi, si possono trascorrere piacevolmente intere giornate tra i libri, ma facendo tante cose diverse, tutto nella massima libertà. Un’atmosfera che in Italia ho respirato solo nella biblioteca della Salaborsa di Bologna e, in parte, nella Biblioteca delle Oblate di Firenze.

Invece si trattava della Biblioteca Nazionale di Potenza: sette piani, 26 kilometri lineari di libri, tanti ambienti diversi per tante attività per studiosi, per lettori, per ragazzi, per bambini, per piccini. A saperlo, invece di navigare su Internet per visitare le grandi biblioteche europee, bastava fare un salto a Potenza…

L’oratore, Luigi Catalani, ne è il direttore, giovane e appassionato, cordiale ed empatico. Ci ha ricordato che la biblioteca è un posto unico, anche perché è rimasto l’unico posto dove i servizi restano gratuiti e ci ha raccontato la storia della “propria” biblioteca, parlandone come di un organismo vivente, che per stare bene ha bisogno di cura e di attenzione amorosa.

Ha passato in rassegna iniziative e attività della biblioteca, sottolineando che al centro ci deve essere sempre il libro, perché una biblioteca può organizzare le attività più diverse ma deve restare una biblioteca.

Soprattutto, descrivendo attività e iniziative della Biblioteca Nazionale di Potenza, si è soffermato su particolari, che testimoniavano di un’esperienza vissuta in prima persona e suggerivano buone pratiche per avvicinare al libro le persone più diverse, soprattutto quelle che un libro non l’hanno mai letto e non penserebbero neppure di leggerlo.

Un incontro importante per chi con i libri ci lavora quotidianamente. Grazie, Prof. Catalani. Grazie alla Biblioteca “Grazia Deledda”.