Sergio Rizzo, l’autore de “La casta” insieme Gian Antonio Stella, si cimenta nella narrativa con un libro radicato nell’attualità, ma con proiezioni fosche sul prossimo futuro della democrazia italiana: “2027 FUGA DALLA DEMOCRAZIA”, pubblicato da SOLFERINO nel 2025. Freschissimo di stampa, dunque.
All’appuntamento elettorale che dovrebbe consacrare la nuova repubblica presidenzialista si registra un vero e proprio sciopero degli elettori, che sembrano aver preso alla lettera uno slogan apparso su un muro di Bologna “TUTTI PROMETTONO, NESSUNO MANTIENE. VOTA NESSUNO”.
Il risultato del voto è così eclatante che si comincia a pensare a un complotto o addirittura all’intervento di qualche Paese straniero, che – nessuno però spiega come – avrebbe indotto gli elettori a non votare in massa. Poi un po’ tutti si affidano alla spiegazione più banale: lo sciopero degli elettori non c’è stato, perché è stato causato dalle proibitive condizioni atmosferiche.
Però, però… anche quando le elezioni vengono ripetute in condizioni atmosferiche normali, a votare ci vanno quattro gatti. Può continuare a governare un esecutivo privo della legittimità del voto popolare? Mentre si discute, succede qualcosa ancora più preoccupante: scompare il presidente del Consiglio. Che cosa è accaduto? La democrazia è in pericolo? O è addirittura finita? Si può fare qualcosa? È l’ultima chiamata per la democrazia? Per sapere come va a finire nel romanzo basta leggere il libro, come andrà a finire nella realtà dipenderà un po’ da tutti noi.


