Mercoledì 26 febbraio 2025: “Violenza Giovanile e babygang – IL CASO NAPOLI”

Mercoledì 26 febbraio 2025: “VIOLENZA GIOVANILE E BABYGANG – IL CASO NAPOLI” – Ne discutono ISAIA SALES, saggista e politico, autore di numerosi libri sulla criminalità organizzata e ALDO POLICASTRO, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli

Violenza giovanile e babygang: sono temi che ricorrono con sempre maggiore frequenza sulla stampa, sia per i numerosi e ricorrenti fatti di cronaca, sia per i tentativi di approfondire per capire meglio il fenomeno e le possibili soluzioni.

Alcune evidenze sembrano essere condivise dalla maggior parte degli analisti e non potrebbe essere diversamente, perché sono fondate su dati statistici e dati di fatto.

È un fatto che c’è stata un’impennata di casi: le denunce di minori per lesioni e omicidio sono state 2500 nel 2019 e 35694 nel 2022, con un lento ma costante aumento anche nel 2023 e 2024. Trend in crescita, quindi.

È un fatto statistico e confermato dalle cronache che i ragazzi hanno paura di uscire di casa perché si sentono in pericolo e che la paura di essere aggrediti li porta ad armarsi: è questa la giustificazione che portano quando vengono fermati perché coinvolti in risse, scontri tra bande, liti con lesioni.

Un’ipotesi verosimile lega l’impennata dei casi alla pandemia di COVID: i lunghi periodi di segregazione per la pandemia hanno privati questi ragazzi di occasioni di socialità e di confronto con i coetanei, li hanno privati della scuola accentuando la tendenza alla solitudine e all’uso quasi esclusivo dei social. Tutto questo in un periodo della crescita in cui il rapporto con i pari è più importante di quello con gli adulti.

Sono così aumentate le fragilità psicologiche, le difficoltà nelle relazioni con i coetanei, l’insicurezza e la sfiducia in sé stessi.

Un problema sociale enorme, che appare più acuto nelle grandi città e in quelle medio-grandi, con una costante: a essere coinvolti in episodi di violenza giovanile sono per la metà stranieri. Con un’eccezione: Napoli, dove la presenza la presenza di minori stranieri nelle bande giovanili è minima, quasi inesistente.

Non è l’unica anomalia del fenomeno della violenza giovanile a Napoli, tanto che si può legittimamente parlare di CASO NAPOLI. Di questo, del “caso Napoli”, discuteranno Isaia Sales e Aldo Policastro, su questo rifletteremo insieme a loro per cercare di capire meglio, sperando di poter fare insieme qualcosa di buono per collaborare a risolvere tutti insieme questo grave problema sociale.