Mercoledì 4, verso le 18,00, alcune persone sono venute in biblioteca per partecipare alla presentazione del libro di Costantino Capezzuto, Gocce di parole, edito da Giuseppe Vozza Editore. Parlando con gli intervenuti, ci siamo resi conto che si trattava di persone che, da giovani, avevano frequentato la “Gioventù domenicana” presso il Convento di San Domenico, esperienza condivisa anche da Costantino, che è originario di Barra, anche se ora abita a Volla. A tutte abbiamo dato appuntamento al 10 giugno, che era e rimane la data fissata per questo appuntamento.
L’episodio dimostra che la scelta di dare spazio agli autori locali e all’editoria minore (l’aggettivo non implica un giudizio di valore, ma fa riferimento solo alle dimensioni di queste imprese editoriali) fa scattare interesse, anche perché è un’occasione per confrontarsi con persone che hanno condiviso almeno una parte del proprio percorso di vita.
Il testo, pubblicato nel 2025, è una raccolta di scritti di genere diverso: riflessioni su episodi di costume, ricordi, racconti, descrizioni d’ambiente. In alcuni casi, l’Autore preferisce esprimersi in napoletano, probabilmente per fruire della dolcezza e dell’immediatezza di questo dialetto che è una vera e propria lingua con una vasta letteratura.
Riportiamo qui di seguito la brevissima prefazione dell’Autore, che dà un’idea dei suoi intenti.
Perché pubblicare i miei racconti?
Prima di tutto per ringraziare la mia immaginazione e il suo penetrare nel vissuto di tante storie che ci accadono.
Poi, per onorare l’impertinenza del mio pensiero, capace di entrare nei personaggi attraverso lo specchio della mia anima, riconoscendo me in ciascuno di loro.
Mi piacerebbe essere letto non per il lavoro che ho fatto, ma per quello che sono ora, un infermiere che cura la salute delle persone, alternando punture con i miei scritti.


