In occasione del 25 aprile, abbiamo organizzato un incontro-dibattito sull’antifascismo a Napoli, con un’attenzione particolare per la zona orientale.
Si parlerà delle Quattro giornate di Napoli, il primo esempio in Italia di una grande città che si è “liberata” dai nazisti con una sollevazione di massa contro l’esercito tedesco, che da alleato, dopo l’8 settembre 1943, si era trasformato in forza occupante.
Abbiamo potuto organizzare questo incontro grazie alla disponibilità, all’entusiasmo e alla collaborazione fattiva di Enzo Morreale, che parteciperà anche come appassionato “cultore della materia”, che cerca e ritrova nella storia locale la linfa del suo ininterrotto e variegato impegno civile.
Grazie ad Enzo Morreale, parteciperà all’incontro il prof. Giuseppe Aragno, intellettuale militante, docente nella scuola dell’obbligo e all’università, attento studioso dell’antifascismo, della Resistenza e del movimento operaio. Basti ricordare opere come Socialismo e sindacalismo rivoluzionario a Napoli, Bulzoni, Roma, 1980; La Camera del Lavoro di Napoli e i suoi militanti (1894-1900), La Città del Sole, Napoli, 2002; Antifascismo popolare. I volti e le storie, Manifestolibri, Roma 2009; Antifascismo e potere. Storia di Storie, Bastogi, Lecce, 2011; Le Quattro Giornate di Napoli. Storie di antifascisti, Intra Moenia, Napoli, 2017; con Anna Angelucci, Le mani sulla scuola, La Crisi della libertà di insegnare e di imparare, Castelvecchi, Roma 2020; con Attilio Wanderlingh, La Città dei cento bombardamenti e del riscatto delle Quattro Giornate, Intra Moenia, Napoli, 2020.
Interverrà anche Domenico Pennone, che con lo studio delle Quattro giornate e della storia della zona orientale riannoda, come ci ha confessato, i fili che lo legano ancora al quartiere di Barra. Domenico Pennone ha appena pubblicato un libro molto essenziale sulle Quattro giornate – Indomita. Le Quattro Giornate di Napoli 27-30 settembre 1943 – che presto presenteremo in biblioteca, perché si presta alla divulgazione nelle scuole e tra i ragazzi.
Il nostro auspicio è che questo incontro sia un’occasione per stimolare l’interesse per le vicende della Resistenza e del movimento operaio e democratico in questi ex Comuni – Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio – diventati periferie industriali della grande metropoli, che, con la sua ironia e il suo distacco, aveva deluso il Duce in occasione delle grandi parate e che con il suo moto popolare ha cacciato i tedeschi spingendoli a risalire la penisola, più astiosi e, per la prima volta dall’inizio della guerra, meno sicuri di sé.


