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La traballante tregua promossa da Trump e le fibrillazioni continue imposte a livello globale dal presidente statunitense hanno distolto l’attenzione dell’opinione pubblica dalla tragedia palestinese. Per questo, bisogna mantenere desta l’attenzione e continuare a parlarne.

L’appuntamento con Jamal Qaddorah

Ne discuteremo con Jamal Qaddorah, sindacalista della CGIL e responsabile della Comunità palestinese napoletana. Jamal è legatissimo alla sua terra e ne segue con attenzione e trepidazione le tragiche vicende (per conferma, basta visitare la sua pagina Facebook), ma è anche pienamente integrato nella società italiana, in quella napoletana in particolare, tanto che potremmo affettuosamente definirlo un “palestinese napoletano”.

Il titolo: Palestina. Quale presente? Quale futuro?

Non bisogna distogliere lo sguardo dall’attualità quotidiana, per tentare di capire quale futuro si prospetta per la Palestina e i palestinesi.

Infatti, la tregua a Gaza non ha portato a una cessazione completa delle ostilità – quasi quotidianamente si segnalano morti, bombardamenti, abbattimenti di edifici – e l’esercito israeliano continua a occupare oltre il cinquanta per cento del territorio di Gaza. Gli aiuti continuano ad arrivare a rilento, le frontiere restano chiuse, l’accesso al mare interdetto: Gaza resta una prigione a cielo aperto. Più pericolosa però di una prigione, perché non è garantito il cibo e non è garantito il diritto alla vita, neppure per i minori. Le cattive condizioni atmosferiche, con la pioggia e il freddo, fanno il resto.

Continua frattanto la pulizia etnica in Cisgiordania, con i coloni che diventano sempre più aggressivi e violenti, senza che l’esercito israeliano garantisca la sicurezza dei palestinesi, per il diritto internazionale un dovere del Paese occupante.

Purtroppo, il diritto internazionale è morto a Gaza, da tempo.

La situazione creata da Israele – precedente all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 – ha praticamente resa impossibile, o almeno molto accidentata, sia la soluzione del due Stati, sia quella di un unico Stato multietnico.

Di tutto questo parleremo con Jamal Qaddorah e con voi tutti e tutte.

Vi aspettiamo!

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