A Napoli l’acqua deve restare pubblica
Nonostante l’esito del referendum del 2011, Napoli, nel 2012, è stata l’unica grande città italiana ad aver gestito il Servizio Idrico Integrato con un’Azienda Speciale sulla spinta della società civile e di una chiara scelta politica.
L’Azienda Speciale ABC (Acqua Bene Comune) è nata come ente di diritto pubblico senza fini di lucro. Tuttavia, le evoluzioni normative italiane ed europee impongono oggi nuovi vincoli per la gestione dei cosiddetti servizi a rete, come gli acquedotti, distribuzione di gas ed energia etc.
Per garantire che la gestione dell’acqua rimanga integralmente pubblica ed efficiente, è diventato necessario ripensare la veste giuridica di ABC.
Di questo discuteremo nel nostro incontro: Salvatore Parisi e Ferdinando Capuozzo ci spiegheranno perché il passaggio a una Società per Azioni in House (interamente pubblica) rappresenta oggi la soluzione tecnica e giuridica migliore.
Trattandosi di una fase di transizione delicata, il controllo democratico è fondamentale. Saranno necessari la vigilanza, l’interesse e la partecipazione attiva di tutta la cittadinanza per garantire che nello statuto della nuova società vengano blindati principi ineludibili:
- incedibilità dei beni: il capitale deve restare al 100% pubblico, senza alcuna apertura ai privati;
- reinvestimento degli utili: ogni provento deve essere destinato esclusivamente al miglioramento e alla manutenzione della rete.
- tutela nel tempo: la natura pubblica della gestione deve essere garantita a prescindere da futuri cambi di amministrazione politica.
L’accesso all’acqua è un diritto essenziale che riguarda la vita quotidiana di tutti noi. In questa fase di cambiamento è vitale informarsi, confrontarsi ed esprimere pubblicamente ogni dubbio.
Vi aspettiamo al nostro incontro, dove i relatori risponderanno a domande e perplessità con chiarezza e trasparenza.


