“Caravaggio a modo mio” Espone Eduardo Picardi

Mercoledì 20 maggio, a partire dalle ore 18,00, la Biblioteca sociale “La casa di Francesca” ospiterà la mostra di pittura di Eduardo Picardi, un autodidatta che riproduce opere di Caravaggio con la tecnica della pittura a olio o utilizzando colori acrilici.

La mostra resterà esposta per una settimana, dal 20 al 27 maggio.

Saranno esposte otto opere, due sono ad olio, le altre in acrilico.

La preferenza per i colori acrilici è dovuta al fatto che Eduardo dipinge in casa e i colori ad olio impregnano l’ambiente con i loro odori pungenti; non così quelli in acrilico.

I colori ad olio, che asciugano lentamente e possono quindi essere lavorati con calma, si prestano meglio a riprodurre lo sfumato e le trasparenze, ricorrenti e fondamentali nelle opere caravaggesche. Più difficile farlo con l’acrilico, che asciuga velocemente e non si presta ai ritocchi e ai ripensamenti. Il fatto che il pittore barrese riesca a raggiungere buoni risultati anche con l’acrilico dimostra che ha un tratto sicuro e una notevole velocità di esecuzione.

Chi è Eduardo Picardi

Eduardo Picardi è un cittadino come tanti altri del nostro quartiere, uno di noi. Ha svolto per tutta la vita un lavoro manuale, ma fin da piccolo amava disegnare e, come tutti i bambini, copiava immagini dai libri, dai fumetti, dai quadri. Copiava così bene che a volte gli è stato chiesto, ma ormai era grande, di disegnare delle madonne, quelle immagini di madonne che vengono portate in giro per le strade di Napoli e provincia la domenica mattina per buona parte dell’anno.

Poi è venuto il fascino per i grandi pittori, per la loro capacità di riprodurre la realtà, per la loro maestria nell’usare i colori, per l’abilità di catturare la luce e di farla esplodere nelle loro opere, per l’ingegnosità di costruire scene che raccontano una storia.

Questo era stato richiesto per secoli ai pittori prima dell’invenzione della macchina fotografica: riprodurre fedelmente la realtà e saperla raccontare, fissando scene sulle tele, sulle tavole, sui muri ancora freschi.

È questa la pittura per Eduardo Picardi, perciò è affascinato dai classici, perciò si è innamorato di Caravaggio, che riportava sulle tele personaggi che trovava per le strade, nelle cantine, nei quartieri malfamati, utilizzandoli con scandalo anche per soggetti sacri da esporre nelle chiese.

Affascinato dalle opere di Caravaggio, Eduardo ha cominciato a copiarle, le ha copiate per sé, per il piacere di farlo, senza mostrarle a nessuno, cercando di catturare la luce proprio come faceva l’irruento pittore vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento.

Se fosse vissuto all’epoca di Caravaggio, Eduardo sarebbe forse andato a bottega di un pittore e avrebbe imparato a pestare i colori, a combinarli, ad accostarli, a riportarli sulla tela. Avrebbe fatto un lungo apprendistato copiando, completando drappeggi, dipingendo particolari e poi, forse, avrebbe finito per produrre opere originali. Comunque, avrebbe vissuto con e di pittura.

Oggi forse sarebbe stato indirizzato anche dalla scuola a frequentare un istituto d’arte, dopo la scuola media. Non così negli anni Sessanta, quando la scuola media unica muoveva i primi passi e rappresentava spesso, non una fase della vita scolastica, ma il suo punto di arrivo. Così è stato per Eduardo, per il quale, il talento della pittura è rimasto a lungo latente e inespresso.

Perché esporre delle copie?

Sarebbe assurdo se fossimo una galleria d’arte, tesa a scoprire nuovi talenti e/o a valorizzarli anche dal punto di vista economico.

Plausibile, invece, per una biblioteca sociale, che ha gli obiettivi di stimolare alla lettura, al confronto pubblico, al godimento del bello, al piacere di stare insieme e… di dare spazio e visibilità a chi di solito non ne ha.

L’esposizione dei quadri di Eduardo Picardi sarà l’occasione per apprezzarne il talento, ma anche per conoscere meglio Caravaggio, per guardare insieme i suoi quadri, per riflettere sulla sua arte.

Lo faremo con l’artista Franco Caliendo e la dott.ssa Lucia Improta mercoledì 20, lo faremo con quanti di voi vorranno venire in biblioteca per visitare la mostra.