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SUMMARY:R-ESISTENZA Reading letterario curato dalla poetessa RITA NAPPI
DESCRIPTION:Napoli non dimentica \ndi RITA NAPPI \nIl 2 ottobre 2026\, alle ore 18:00\, presso la Biblioteca Sociale “La casa di Francesca”\, a Barra\, nasce R-ESISTENZA\, un reading letterario dedicato alla memoria delle Quattro Giornate di Napoli. \nUn progetto creato e voluto dalla sottoscritta dal desiderio di tenere insieme memoria\, poesia\, libertà e partecipazione. \nLe Quattro Giornate non sono soltanto una pagina della nostra storia. Sono il racconto di una città che seppe opporsi\, resistere\, scegliere la libertà. Una città fatta di donne\, uomini\, giovani\, famiglie\, persone comuni che decisero di non arrendersi. \nDa qui nasce l’idea di affidare ancora una volta alla parola il compito di ricordare. \nPerché la poesia può essere memoria\, ma anche voce presente e futuro.\nPuò custodire ciò che è stato e trasformarlo in coscienza\, incontro\, condivisione. \nR-ESISTENZA vuole essere proprio questo: uno spazio aperto in cui la letteratura incontra la storia e la memoria diventa qualcosa di vivo\, capace di parlare ancora alla nostra città. \n Biblioteca Sociale “La casa di Francesca”\nVia Quaranta 132\, Barra – Napoli\n 2 ottobre 2026\n Ore 18:00 \nL’evento si svolge con il patrocinio della VI Municipalità del Comune di Napoli – Barra\, Ponticelli\, San Giovanni a Teduccio e con il supporto del Gruppo Barra Valori Comuni. \nUn invito alla cittadinanza\, alle associazioni\, a chi ama Napoli\, la poesia\, la storia e la libertà. \nQuattro giorni di coraggio.\nUna città che ha scelto la libertà.\nUna poesia che continua a R-Esistere. \nVi aspettiamo. \n#REsistenza #QuattroGiornateDiNapoli#NapoliNonDimentica #Napoli Barra Memoria Poesia ReadingLetterario Cultura Libertà Resistenza BibliotecaSociale LaCasaDiFrancesca \nDedicato ai miei nonni r-esistenti: Giuseppina Ruggiero e Vincenzo D’Alessio.
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SUMMARY:Presentazione del libro "Indomita. Le Quattro Giornate di Napoli" di Domenico Pennone
DESCRIPTION:“Indomita”\, il libro di Domenico Pennone su “Le Quattro Giornate di Napoli”\, fa parte della collana “sorsi” della Giannini Editore\, una collana di libri di piccola dimensione\, più piccola di un tascabile\, e con un numero di pagine contenuto entro le cento. \nLa brevità è\, quindi\, una caratteristica distintiva di questo libro\, sottolineata e lodata anche nella Presentazione dello storico Guido D’Agostino. La cosa sorprendente\, infatti\, è che l’Autore sia riuscito a dare un’idea complessiva\, aderente alla realtà storica e non acritica delle Quattro Giornate di Napoli. \nBasta uno sguardo all’indice per rendersi conto della linearità\, dell’essenzialità e dell’efficacia dell’impianto narrativo\, che si sofferma sulle cause della rivolta popolare (1. Le ragioni della rabbia)\, dello svolgimento dei fatti (2. Le Quattro Giornate\, con un paragrafo dedicato a ciascuna giornata)\, dei protagonisti individuali e collettivi (3. I protagonisti) e di una testimonianza raccolta oralmente (4. Il racconto di Erasmo). Il tutto senza rinunciare a dare al lettore l’idea delle difficoltà di raccolta dei materiali storici e della loro interpretazione (5. Le ricerche). \nQuando mi è capitato tra le mani “Indomita” ancora fresco di stampa\, avevo letto da poco il volume di Aldo De Jaco\, Le Quattro Giornate di Napoli\, e questa circostanza mi ha fatto apprezzare ancora di più la straordinaria capacità di sintesi di Pennone\, che ha saputo rendere la forza e la coralità dei moti popolari senza rinunciare a soffermarsi su singoli episodi e su singoli personaggi\, permettendo a chi si avvicina per la prima volta a questo tema storico di farsi un’idea realistica degli eventi e della loro portata. \nDomenico mi ha detto che ha scritto questo libro pensando ai ragazzi e che vorrebbe che questo libro circolasse soprattutto nelle scuole. Penso che potrà essere anche un utile strumento di conoscenza e di confronto per chi segue le iniziative della Biblioteca\, per farsi un’idea precisa di ciò che sono state e di cosa rappresentino ancora le Quattro Giornate di Napoli. \nNe discuteranno ne “La casa di Francesca” l’autore Domenico Pennone e lo scrittore Tonino Scala\, che risponderanno volontieri alle nostre domande. \nVi aspettiamo numerosi. \nDOMENICO PENNONE è cresciuto ed è vissuto a lungo a Barra. \nÈ laureato in Scienze Politiche all’Università Orientale di Napoli. Esperto di comunicazione pubblica e istituzionale\, ha diretto l’Ufficio Stampa della Città Metropolitana di Napoli dal 2000 al 2024. Ha collaborato con enti pubblici\, università e istituzioni nazionali su temi di innovazione\, informazione e memoria civile. (Dalla quarta di copertina di Indomita)
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SUMMARY:Presentazione del libro FLOTILLA\, con l'autore\, on. ARTURO SCOTTO
DESCRIPTION:ARTURO SCOTTO\, Flotilla in viaggio verso Gaza\, Diario di bordo per una nuova rotta\, Giunti\, Firenze 2026. \nDi GUGLIELMO LIMATOLA e MATTEO SPERADDIO \nLa Sumud Flotilla è stata sicuramente la più fruttuosa iniziativa di solidarietà politica a favore dei Palestinesi degli ultimi anni. \nLo è stato perché ha sollevato gli animi dei cittadini d’Europa e del mondo in un momento in cui l’unica voce a risuonare prepotente era quella delle armi e della violenza indiscriminata contro i civili. Lo è stato perché ha suscitato un moto di ribellione e di protagonismo\, portando sulle piazze migliaia di persone di ogni ceto e di ogni età\, di giovani in particolare. Lo è stato perché ha costretto a prendere posizione persino l’Unione Europea\, mai così afona sui diritti come lo è stato quando si trattava di criticare Israele o – non sia mai detto – di sanzionare lo Stato ebraico. Lo è stato perché ha fatto emergere l’insofferenza dei governi per un’iniziativa politica che denunciava nei fatti la loro inazione e la loro inerzia nel far pervenire aiuti umanitari ai palestinesi e nel denunciare chi\, come nel più buio Medioevo\, usa la fame come arma di guerra. Lo è stato perché ha fatto emergere la concezione di parte del nostro governo\, che non tutela i propri cittadini in pericolo o lo fa con estrema riluttanza quando non ne condivide le posizioni politiche. \nPer questo\, il volume di Arturo Scotto\, Flotilla in viaggio per Gaza\, non è solo un “diario di bordo”\, ma “diario di bordo per una nuova rotta”\, come recita il sottotitolo. È questo\, infatti\, il pregio principale del libro\, quello di raccontare una grande avventura collettiva di respiro internazionale con la coscienza vigile di un cittadino che lavora nelle istituzioni (è deputato della Repubblica)\, ma che non ha perduto la sensibilità umana e politica per indignarsi e per rispondere con una presa di posizione e un impegno in prima persona\, quando l’attualità politica lo richiedeva. \nIl lettore potrà ripercorrere con l’autore tutto il percorso della Flotilla\, fin da quando è solo un’idea generosa ma informe\, mentre diventa organizzazione per la raccolta di fondi e di derrate\, quando diventa sforzo organizzativo per l’allestimento delle imbarcazioni e degli equipaggi\, quando infine si materializza in una flotta – pardon\, una flotilla – di piccole imbarcazioni\, che naviga sospinta dal vento verso est\, alla volta di Gaza. \nDel diario di bordo ritroviamo l’attenzione per il vento\, per le temperature\, per le bonacce e per le tempeste\, quella per lo stato della cambusa\, quella per la cura per l’igiene degli spazi comuni: la quotidianità della navigazione\, insomma. \nLa Flotilla però non è sola: nelle sue vele sembra soffiare l’energia delle masse che si riversano e si ritrovano nelle strade e nelle piazze per chiedere solidarietà\, diritti\, pace\, sospinte dal “dovere di solidarietà politica” di cui la costituzione parla già all’art. 2. \nPer questo\, il diario di bordo diventa\, con naturalezza\, una lettura dei fatti\, forse l’eco di lunghe discussioni a bordo\, mentre le imbarcazioni solcano silenziose le acque. Una lettura\, insieme\, personale e collettiva per interpretare quello che sta avvenendo sulla terraferma\, sperando che per le sorti della pace e della libertà dei palestinesi si apra una nuova rotta\, che ponga fine a un colonialismo feroce e violento\, che nega al popolo palestinese il diritto all’autodeterminazione e all’autogoverno. \nPoi\, mentre le prue puntano verso le acque ancora lontane di Gaza\, mentre si naviga ancora in acque internazionali\, cominciano i sorvoli dei droni\, le intimidazioni\, gli abbordaggi. Comincia la violenza contro uomini e donne disarmati e inermi che\, mettendo in pericolo la propria incolumità\, rispondono con la non-violenza alla violenza e al disprezzo del diritto naturale e delle norme internazionali. \nÈ il momento della paura\, dei timori per il futuro\, della riflessione amara su quali abissi di illegalità e di violenza può toccare un paese che si dice democratico quando prevalgono il desiderio di vendetta\, il nazionalismo\, l’estremismo\, il disprezzo per il diritto internazionale. \nLa parabola politica della Flotilla\, per il respiro internazionale e per il moto popolare che ha suscitato\, è un messaggio di speranza: politicamente\, una nuova rotta è possibile\, se le forze democratiche restano vive e reattive. \nMa non basta\, c’è bisogno di capacità di analisi\, di speranza\, di realismo\, di immaginazione per prefigurare nuovi scenari. Se ne volete una conferma\, leggete La fine di Israele. Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina (Fazi Editore) dello storico israeliano Ilian Pappé. Leggerete un’analisi minuziosa sul perché il sionismo ha fallito e su tutti gli elementi – storici\, sociali\, economici e politici – che porteranno i palestinesi e gli israeliani a convivere in pace in un unico Stato\, senza apartheid\, nell’uguaglianza dei diritti e delle opportunità\, sanando con leggi giuste e lungimiranti (giustizia riparativa\, come in Sudafrica) le ingiustizie accumulate e stratificate in decenni di violenza\, di guerre e di dominio coloniale. Perché\, Pappé ne è convinto\, i palestinesi non infliggeranno a un altro popolo le sofferenze di cui portano da decenni le stimmate. \n(La recensione è stata pubblicata sul n.8/agosto 2026 anno XV di REDS\, rivista della Filcams CGIL)
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