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SUMMARY:Presentazione del giallo "La morte di Babbo Natale" di Maurizio Casa
DESCRIPTION:Alla presentazione saranno presenti l’Autore e l’Editore. \nIl romanzo di Maurizio Casa\, che ha pubblicato già altri gialli\, ha tutti gli ingredienti per coinvolgere i lettori\, in particolare gli appassionati del genere. \nCome ogni giallo che si rispetti\, quando il lettore pensa di aver scoperto l’enigma\, si trova di fronte a un sorprendete colpo di scena.
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SUMMARY:Viva la Repubblica
DESCRIPTION:Ottant’anni fa\, le cittadine (per la prima volta) e i cittadini italiani hanno votato per scegliere la forma dello Stato ed eleggere l’Assemblea Costituente\, per scrivere una nuova Costituzione democratica\, fondata sulla sovranità popolare\, rispettosa dei diritti e delle autonomie\, pacifica e aperta al mondo. \nI cittadini scelsero la Repubblica\, che\, pur tra mille difficoltà\, ha assicurato ottant’anni di libertà e di progresso. \nNei “Principi fondamentali” l’Assemblea costituente ha disegnato il profilo della Repubblica e\, di riflesso\, quello delle cittadine e dei cittadini italiani\,
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SUMMARY:Presentazione del libro "Gocce di parole" di Costantino Capezzuto
DESCRIPTION:Mercoledì 4\, verso le 18\,00\, alcune persone sono venute in biblioteca per partecipare alla presentazione del libro di Costantino Capezzuto\, Gocce di parole\, edito da Giuseppe Vozza Editore. Parlando con gli intervenuti\, ci siamo resi conto che si trattava di persone che\, da giovani\, avevano frequentato la “Gioventù domenicana” presso il Convento di San Domenico\, esperienza condivisa anche da Costantino\, che è originario di Barra\, anche se ora abita a Volla. A tutte abbiamo dato appuntamento al 10 giugno\, che era e rimane la data fissata per questo appuntamento. \nL’episodio dimostra che la scelta di dare spazio agli autori locali e all’editoria minore (l’aggettivo non implica un giudizio di valore\, ma fa riferimento solo alle dimensioni di queste imprese editoriali) fa scattare interesse\, anche perché è un’occasione per confrontarsi con persone che hanno condiviso almeno una parte del proprio percorso di vita. \nIl testo\, pubblicato nel 2025\, è una raccolta di scritti di genere diverso: riflessioni su episodi di costume\, ricordi\, racconti\, descrizioni d’ambiente. In alcuni casi\, l’Autore preferisce esprimersi in napoletano\, probabilmente per fruire della dolcezza e dell’immediatezza di questo dialetto che è una vera e propria lingua con una vasta letteratura. \nRiportiamo qui di seguito la brevissima prefazione dell’Autore\, che dà un’idea dei suoi intenti. \nPerché pubblicare i miei racconti? \nPrima di tutto per ringraziare la mia immaginazione e il suo penetrare nel vissuto di tante storie che ci accadono. \nPoi\, per onorare l’impertinenza del mio pensiero\, capace di entrare nei personaggi attraverso lo specchio della mia anima\, riconoscendo me in ciascuno di loro. \nMi piacerebbe essere letto non per il lavoro che ho fatto\, ma per quello che sono ora\, un infermiere che cura la salute delle persone\, alternando punture con i miei scritti.
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SUMMARY:Incontro-dibattito con Cesare Correnti su L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA\, cos'è e conseguenze per il Mezzogiorno
DESCRIPTION:Le Regioni in Italia \nA differenza dei Comuni e delle Province\, le Regioni non hanno una tradizione consolidata nella storia istituzionale della penisola. L’istituto regionale è stato introdotto dalla Costituzione entrata in vigore dal primo gennaio del 1948\, che lo prevedeva nel Titolo V sulle autonomie locali. \nImmediatamente\, con leggi costituzionali approvate a pochi mesi dalla promulgazione della Costituzione\, il Parlamento della neonata Repubblica armonizzò nella cornice costituzionale le cosiddette “Regioni a statuto speciale” – Valle d’Aosta\, Trentino-Alto Adige\, Sicilia\, Sardegna e\, anni dopo\, Friuli-Venezia Giulia – mentre per oltre vent’anni le “Regioni a statuto ordinario” rimasero lettera morta. Per le Regioni si votò infatti per la prima volta nel 1970 ed ebbero una vita grama negli ultimi decenni del Novecento\, con pochi fondi da spendere e poche funzioni da svolgere. \nLa “questione settentrionale” \nA cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta\, nel Paese scoppiò la cosiddetta “questione settentrionale” e movimenti autonomistici cominciarono a parlare di federalismo e addirittura di secessione (la nascita della Lega Nord risale al 1991)\, mettendo in discussione l’unità del Paese faticosamente raggiunta con il Risorgimento (1861) e riconquistata con la Resistenza dopo la disarticolazione dello Stato monarchico seguita all’8 settembre (dopo l’annuncio della resa dell’Italia il re Vittorio Emanuele III abbandonò la capitale e fuggì a Brindisi\, per mettersi sotto la protezione degli angloamericani) e la nascita della Repubblica sociale di Salò al nord. \nI movimenti autonomistici trovarono il loro ideologo in Gianfranco Miglio che\, con una proposta non banale\, parlava di regionalismo europeo e di trasformazione dello Stato italiano in senso federale o confederale. Lo studioso fu eletto senatore con la Lega Nord\, da cui in seguito si allontanò per fondare il Partito federalista\, che elettoralmente non è mai decollato. \nLa riscrittura del Titolo V della Costituzione \nNegli anni Novanta il decentramento amministrativo divenne una bandiera del Centro sinistra\, che cercò di incanalare nella cornice regionalistica le istanze di autonomia portate avanti dalla Lega Nord\, cercando di strapparle dalle mani la principale bandiera politica. \nIn questo contesto nacque la proposta di riforma del Titolo V della Costituzione\, approvata in terza lettura con una maggioranza risicata (un solo voto di scarto) e confermata da referendum popolare (lg costituzionale 1/2001). \nNella nuova versione\, al terzo comma\, dopo aver ricordato le Regioni a Statuto speciale\, l’art 116 recita: «Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia (…) possono essere attribuite ad altre Regioni\, con legge dello Stato\, su iniziativa della Regione interessata\, sentiti gli enti locali\, nel rispetto dei principi di cui all’art. 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti\, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata.» \nLa legge sull’autonomia differenziata \nPer dare attuazione a questa disposizione costituzionale\, in un contesto politico particolarmente favorevole alla Lega\, è stata approvata la legge 86/2024\, la cosiddetta “legge Calderoli”\, che prende il nome dal senatore e ministro leghista che l’ha promossa e propugnata. \nMentre le ricche Regioni del Nord (Liguria\, Piemonte\, Veneto\, Lombardia e\, in un primo momento\, anche Emilia Romagna) si affrettavano ad avviare la procedura per l’intesa con il Governo (si parlò di “secessione dei ricchi”)\, quattro Regioni (Puglia\, Toscana\, Campania e Sardegna\, tutte amministrate dal Centro sinistra) hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale\, perché tutta la legge fosse dichiarata incostituzionale o\, in subordine\, che fossero dichiarate incostituzionali parti della legge che rischiavano di accentuare le disuguaglianze territoriali e/o di minare la coesione nazionale. \nLa Corte costituzionale\, con la sentenza 192/2024\, ha respinto l’istanza di incostituzionalità della legge Calderoli\, ma ha imposto una serie di limitazioni per rendere più aderente la legge al dettato costituzionale\, invitando il Parlamento a modificarla secondo le indicazioni della Corte. \nI paletti della Consulta \nIn particolare la Corte\, 1) ha stabilito che non si possono trasferire intere materie dallo Stato alle Regioni senza fondate giustificazioni; 2) ha negato che il Governo possa modificare i Livelli essenziali delle prestazioni con decreto legislativo; 3) ha precisato che il finanziamento delle funzioni trasferite non può essere basato sulla spesa storica\, ma sui costi standard; 4) ha stabilito che la trattativa per l’intesa deve essere specifica per ogni Regione\, analitica e fondata anche scientificamente; 5) ha riportato al centro della decisione il Parlamento\, evitando che tutto si risolvesse nell’intesa Governo/Regione interessata. \nUna bocciatura parziale\, ma severa. \nIl ministro Calderoli va avanti\, nonostante il parere della Consulta \nNonostante questo\, nella sua veste di Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie\, Calderoli ha avviato trattative con quattro Regioni – Liguria\, Piemonte\, Lombardia e Veneto – per il passaggio dallo Stato a queste Regioni di quattro materie: protezione civile\, professioni\, previdenza integrativa o complementare\, coordinamento della finanza pubblica. \nSu questo ha richiamato l’attenzione Massimo Villone\, uno dei più autorevoli costituzionalisti italiani\, con un articolo sull’edizione napoletana de la Repubblica del 7 giugno\, invitando le Regioni a presentare un nuovo ricorso alla Corte costituzionale. \nDue giorni dopo\, Giuliano Laccetti\, sempre sull’edizione napoletana de la Repubblica\, ha ricordato che l’intervento della Corte costituzionale tende a preservare l’unità della Repubblica italiana\, la solidarietà territoriale\, l’eguaglianza dei diritti dei cittadini italiani\, qualunque sia la loro residenza sul territorio della Repubblica. Battersi per il rigoroso rispetto della sentenza della Corte – aggiunge – «non è una battaglia del Sud contro il Nord. È una battaglia costituzionale per un’Italia più coesa\, più solidale e più uguale». \nQuali le conseguenze per il Sud e per l’Italia \nUna materia complessa e tormentata. Per questo abbiamo invitato a parlarne Cesare Correnti. Per capire meglio che cos’è l’autonomia differenziata e quali conseguenze può avere per il Sud e per l’Italia.
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SUMMARY:Incontro-dibattito con CHIARA FERRO su: I rapporti tra l'Iran e i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo
DESCRIPTION:La guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran ha sconvolto ancora di più gli equilibri del Medioriente\, coinvolgendo anche i Paesi arabi\, che sono stati bombardati dall’Iran perché ospitano basi americane. \nLa Dott.ssa Chiara Ferro (Ph. D.) del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Federico II di Napoli studia da anni i Paesi del Golfo e ci illustrerà i loro sforzi per diversificare le loro economie\, il loro rapporto con gli USA e Israele\, il loro rapporto con l’IRAN. Conoscenze indispensabili per capire che cosa potrà succedere a breve\, a medio e a lungo termine\, in questa che è da oltre un secolo una delle aree più instabili del pianeta. \n 
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SUMMARY:Lavori in corso: digitalizzazione dell'Archivio di Romano Marino sulla Festa dei Gigli
DESCRIPTION:Da alcuni mesi stiamo lavorando alla digitalizzazione di tutti i materiali raccolti da Romano Marino sulla Festa dei Gigli di Barra\, un archivio che copre oltre un secolo\, dall’ultimo decennio del XIX secolo fino al secondo decennio del XXI secolo. \nIl lavoro è stata coordinato dall’ing. Luigi Cagnazzo\, vicepresidente dell’Associazione “Bene comune”\, coadiuvato dai soci Nello Cioffi e Giosuè Napolitano\, che hanno dedicato ore e ore prima per scansionare tutti i documenti e poi per inserirli nel database. \nQuest’ultima operazione è ancora in corso\, ma l’Archivio è già consultabile sul nostro sito\, seguendo le indicazioni contenute nell’immagine della schermata del sito. \nContiamo che il lavoro sarà completato entro la data della Festa dei gigli del 2026 e sarà presentato al pubblico in un evento dedicato programmato entro il 20 settembre p.v. \nArrivederci\, quindi\, a settembre \n  \n 
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